All About Jazz

By ALBERTO BAZZURRO

Volete regalarvi una scoperta, di quelle che ancora si fanno, nel jazz alle più estese latitudini, ascoltando qualcosa che un attimo prima era totale tabula rasa? Procuratevi questo bellissimo album del giovane quintetto norvegese Honest John e non rimarrete delusi. 

I cinque scandinavi vi navigano attraverso nove composizioni, tutte del sassofonista/clarinettista Klaus Ellerhusen Holm, nelle quali un raffinato camerismo che rivela un attento orecchio anche verso crinali non jazzistici si sposa con una sete di sperimentazione preziosa e calibrata, che sembra a sua volta non disdegnare figure di primo piano del jazz degli ultimi decenni quali Tim Berne (peraltro più aggrovigliato e denso) o Henry Threadgill (ma pescando più indietro anche un Eric Dolphy). 

La singolare connotazione timbrica (un'ancia, tre corde e batteria) consente a Honest John di spaziare attraverso territori piuttosto ampi, ciò che i cinque fanno peraltro conservando una cifra stilistica nitida e riconoscibile. Si va così dalla vivacità più palpabile dell'iniziale "Laacs," alle maggiori angolosità di "Canarie," dal clima atmosferico-minimale di "Ab Vibb," al più perentorio, quasi caracollante "Chachas," in cui, oltre a Berne, sembra far capolino anche la lezione ornettiana. 

Un notevole prologo per solo violino, sfrangiato e antiaccademico (lo strumento di Ole-Henrik Moe è del resto una delle voci-guida di tutto il disco) apre "Happy Guigue" e con esso la seconda cinquina di brani. Ottimo anche lo sviluppo corale, da cui parte un maiuscolo assolo di clarinetto. Dopo un'intro per chitarra acustica, il successivo "Tresko Og Ost" si apre poi—mosso e diretto—verso un nuovo exploit di Moe. Segue il pacato, quasi dondolante "Maaslander," quindi, previo un prologo per solo contrabbasso, "Mimolette," ancora dallo sviluppo quanto mai vitale, sfociante nel conclusivo, ampio e bipartito, "Rackette/Hollandsk Calypso," nervoso e incalzante. 

Questo è quanto. Sperando di non aver sminuito con una descrizione così dettagliata il gusto per la scoperta di cui dicevamo.

http://www.allaboutjazz.com/canarie-honest-john-rudi-records-review-by-alberto-bazzurro.php